Leggere

di Redazione
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Le immagini delle notizie: sociologia del fotogiornalismo

Prezzo: € 14,00
Autore A. Pogliano
Anno: 2009
Pagine: 205
Editore: Uniclopi

Ormai gran parte dell’informazione è preminentemente visuale, ma siamo davvero sicuri che disponiamo di tutti gli strumenti necessari per poter leggere e criticare in maniera autonoma le immagini che ci vengono fornite? In che modo la fotografia descrive la realtà che ci circonda raccontandocene le vicende significative? Il fotografo vede al posto nostro, il photoeditor seleziona lo scatto più pertinente all’articolo che dovrà illustrare, e il giornalista prepara una didascalia perché lo si possa immediatamente comprendere, ma durante queste fasi la realtà non incontra il suo limite? Del resto muoversi nei grandi archivi on line non è facile, e i processi di indicizzazione del materiale proposto niente affatto innocui, per cui prenderne coscienza è diventato necessario per chi la notizia la costruisce, e per chi invece la subisce. La rete offre grandi opportunità sia agli utenti che alle grandi agenzie come Corbis, Getty, o Ap, ma pone anche questioni nuove, non poco problematiche, e tuttavia sovente trascurate. Risultato di una ricerca svolta dall’autore all’interno di importanti testate giornalistiche francesi e italiane, il testo traccia un percorso volto ad indagare le problematicità intrinseche del fotogiornalismo e delle routine redazionali. Un esame lucido e critico del processo fotografico, dallo scatto alla messa in pagina, per vedere più da vicino come si “costruisce” l’informazione e come vi partecipi lo strumento fotografico. In poche parole, un approccio al newsmaking visuale ed al significato socioculturale ch’esso riveste.

Autoritratto di un reporter

Prezzo: € 7,00
Autore: R. Kapuściński
Anno: 2006
Pagine: 335
Editore: Feltrinelli

Appunti, brevi conversazioni, consigli, ricordi, riflessioni sul proprio mestiere che alla fine dipingono, con pochi tratti, quello che è appunto un autoritratto… non soltanto del professionista, ma anche dell’uomo che fu Ryszard Kapuściński. Del resto come dividere la professione dal professionista? Una professione è sempre, oltre che un mestiere, una professione di fede che implica la persona come soggetto fondante, e proprio perchè oggi si è spesso dimentichi di quanto il soggetto intervanga a definire le strategie di lettura della propria opera, è sempre più necessario ripartire dalla testimonianza di uno dei maggiori intellettuali del nostro tempo. L’autore non è soltanto colui che produce l’opera, ma una funzione che svolge un preciso ufficio in rapporto ai discorsi che firma, per cui non vincola soltanto l’opera ad una data paternità, ma anche a specifiche strategie di lettura. Non tanto come si costruisce un reportage – letterario o fotografico che sia – ma di che si nutre un reporter, quale la prospettiva da cui osservare i mutamenti sociali che si vorrebbe descrivere e di cui si è testimoni… perciò anche responsabili. Un testo fondamentale per riuscire a definire un codice deontologico che orienti la professione di reporter.

Locus solus: Lombroso e la fotografia

Prezzo: € 18,00
Autore: a cura di S. Turzio, R. Villa, A. Violi
Anno: 2005
Pagine: 183
Editore: Mondadori

Siccome la questione dello spiritismo incontra la perversione della scienza, per comprenderla non c’è spazio più interessante di quello circoscritto dalla figura di Cesare Lombroso. Medico, antropologo, e padre della criminologia moderna, C. Lombroso incarna la figura prototipo dello scienziato positivista, la cui ambizione è riportare ogni aspetto dell’esistenza sotto il regime dell’indagine scientifica. Nella sua più nota opera “L’uomo delinquente”, egli traccia le basi per una teoria fisiognomica della devianza che avrà enorme eco sulla cultura tardo ottocentesca, ma in questo numero di “Locus solus” non si parla soltanto del criminologo, già di per sé estremamente interessante per gli appassionati di fotografia, ma anche dell’indagine da lui condotta sui fenomeni ipnotici e spiritici. Ciò che colpisce è la razionalità con cui si tenta di dimostrare l’esistenza degli spiriti, il metodo, l’approccio, che a più riprese prova a riconciliare le conoscenze acquisite sui fenomeni luminosi, e sulla tecnologia fotografica, con quelle non ancora ottenute sugli spiriti. Un curioso viaggio nei sensi di colpa di una fotografia a tratti isterica.

Prima della fotografia

Prezzo: € 38,73
Autore: P. Galassi
Anno: 2005
Pagine: 193
Editore: Boringhieri

Ogni medium, così come ogni prodotto estetico, è alla continua ricerca della propria storia, e non mancano mai le occasioni, neppure per la fotografia, di rintracciare il territorio della sua proto-essenza. Tuttavia, non possiamo ridurre la questione dell’origine della fotografia all’origine del suo procedimento tecnico, ignorando che l’arte Daguerriana rappresenta anzitutto un modo di vedere, piuttosto che di produrre immagini. È ciò che fa P. Galassi analizzando su un duplice binario (fotografia e pittura) la rappresentazione del paesaggio ottocentesco. Prima della fotografia, e contemporaneamente al suo primo sviluppo, vi sarebbe in particolare uan nuova flessibilità prospettica, dunque una più esatta riproduzione non dell’oggetto, ma immediatamente del vedere. Così circoscrivere una storia della fotografia ante litteram significa svincolare lo strumento dal suo stesso determinismo tecnologico, per indagare con maggiore efficacia il regime scopico ch’esso inaugura o comunque perpetua.

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