Leggere

di Redazione
(scarica il pdf)

2276861 Fucked up

Prezzo: € 8,60
Autore G. Ricuperati
Anno: 2006
Pagine: 148
Editore: Bur

Nel 2003, un ventisettenne americano, Chris Wilson, registra il dominio fuckedup con l’intento di creare un sito web con contenuti pornografici… è andato molto oltre. Per accedere alle sezioni migliori, e disporre della “prima scelta” in materia di pornografia amatoriale, era necessario sottoscrivere un abbonamento o, se si era impegnati nella guerra in Iraq, caricare on line le proprie fotografie scattate sui campi di battaglia, nelle stanze delle caserme, nei cessi, nei letti dei soldati. La vera pornografia è venuta soltanto quando la noia dei soldati, sinergica alla loro imbecillità, ha fatto il suo corso. Il meccanismo innestato da Wilson è scandaloso, ma il risultato raggiunto, raccapricciante e privo di un reale spessore giornalistico, resta comunque un fatto eccezionale. Cosa vediamo? Vediamo la guerra, per la prima volta, in ciò che è veramente: un’insensata carneficina iniziata per volere di altri, eseguita per istinto di sopravvivenza e perpetrata per noia. Vediamo, come spiega nel testo G. Ricuperati, corpi deturpati, offesi, dilaniati; campi di battaglia desolati che non mancano di affascinare lo spettatore; immagini per le quali non si può che provare un insanabile senso di vergogna; e infine la declinazione più tragica della noia dei soldati. Eppure tutto ciò è propriamente il volto più autentico della guerra, il profilo che i grandi reporter non sono mai riusciti a mostrarci, un po’ perché difficilmente potevano esser presenti nelle circostanze mostrate in queste immagini, un po’ perché la loro abilità tecnica dona alla guerra un’estetica che in fondo non ha. Ricuperati ha perfettamente ragione: C. Wilson è «l’uomo che ha comprato la verità sulla guerra vendendo la verità sullo scopare».

 Linvenzione-di-MorelL’invenzione di Morel

Prezzo: € 6,50
Autore: A.B. Casares
Anno: 2007
Pagine: 146
Editore: Bompiani

Alle volte, per capire la fotografia, è necessario chiudere i libri che gli vengono dedicati per prenderla di fianco, per attraversare sentieri alternativi. Alle volte è la letteratura che può illuminare i nostri occhi aprendoli a mondi possibili, ed è proprio nell’immaginario, tra i confini del critico e del fantastico, che l’immagine rivela la sua più cruda natura. A.B. Casares, in questo breve racconto del 1941, narra la vita delle immagini attraversando, col passo che gli è solito, i temi dell’immortalità e della minaccia tecnologica. Del resto l’immagine e la tecnologia non sono che farmaci creati per reagire alla morte ed i suoi scherzi, ma forse possono essere ben più che un farmaco, forse ben più che la vita stessa. La figura che io vedo prende il posto di un corpo che non c’è più, vi si sostituisce, ma nulla toglie al mio sguardo, di nulla priva il mio affetto, le miei speranze, il mio dolore. Una grande solitudine ed una profonda riflessione riempiono le poche pagine di un testo fondamentale per chiunque si occupi di cultura visuale.

Istantanea 2013-10-31 08-57-58 Faccia d’artista

Prezzo: € 18,50
Autore: V. Izzo
Anno: 2006
Pagine: 159
Editore: Artemisia

Semplice, scorrevole e di facile lettura, il testo di V. Izzo analizza i ritratti fotografici in cui i soggetti siano artisti di nota fama: da Picasso ai futuristi, da Corot a Grosz, in un labirinto di volti in cui troppo spesso si ha la sensazione di aver avuto un déjà vu! Sarà per la forte personalità dei soggetti, sarà per le aspettative del pubblico, sarà perché la fotografia deve dir tutto in una sola immagine, ogni volta che si ritrae un artista si segue un’etichetta precisa. Sottogenere del ritratto, il ritratto d’artista merita la giusta attenzione, se non altro perché visi così noti finiscono per costruire il nostro immaginario definendo gli argini in cui possiamo incontrare l’artista per leggerne, nel volto, la biografia. Gli stereotipi vanno sempre analizzati e studiati con serietà, proprio perché parlano di nascoste tendenze socio-antropologiche, perché parlano delle mode di un’epoca quanto dei più profondi archetipi del nostro immaginario. Nello spiegarci le ragioni di una simile monotonia, l’autore non manca di riflettere più in generale sul ritratto e sul legame che lega la realtà, la fotografia, e il tempo… un libro quantomeno curioso.

Annunci